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Mercoledì, 27 Giugno 2018 17:56

Fresh Plaza parla di Uva Online

Dalla progettualità di un giovane imprenditore, Francesco Mazzone, ha preso vita una piattaforma dedicata agli operatori del settore dell'uva da tavola e da vino, che intende contribuire all'evoluzione del mercato della frutticoltura. Si tratta di Uva Online, una piattaforma che consente di mettere in contatto domanda e offerta attinenti tutte le varietà di uva.

L'articolo completo su FreshPlaza lo trovi qui: Uvaonline su FreshPlaza.

Martedì, 27 Febbraio 2018 17:25

La geografia dei vitigni nel mondo

L’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) ha pubblicato uno studio dal titolo “La ripartizione dei vitigni nel mondo. Focus OIV 2017”. Un rapporto che ha considerato tutte le varietà di uva, alla luce dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 15 anni negli impianti viticoli. Esaminando i dati statistici nel mondo, dal 2010, si riscontra una contrazione di superfici vitate del 3%, con perdite sensibili nei paesi di tradizione vitivinicola come la Spagna e altri paesi europei (oltre -10%) per contro, altre aree, tra le quali la Cina (+177% dal 2000), registrano significativi aumenti.

Il vigneto mondiale, composto da più di 10000 vitigni differenti, è stato soggetto a notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi 15 anni. Il report propone una panoramica sulla distribuzione dei vitigni a livello mondiale e ne esamina i relativi trend. Le varietà prese in considerazione (che spaziano dall’uva da vino all’uva da tavola, passa o destinata ad altro utilizzo) coprono circa il 75% della superficie vitata globale.

L’analisi è basata sui dati disponibili in 44 paesi a partire dal 2000, e si focalizza in particolare sui 10 principali vitigni dei paesi la cui superficie vitata è di almeno 65000 ettari.

Report completo sul sito www.oiv.org

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi importanti misure per il settore. In particolare, via libera al decreto legislativo relativo alla gestione dei rischi in agricoltura e al Testo unico in materia di foreste e filiere forestali.

Nel dettaglio:

TESTO UNICO IN MATERIA DI FORESTE E FILIERE FORESTALI
Dopo 17 anni si interviene con una nuova disciplina organica per la valorizzazione del patrimonio boschivo e forestale nazionale. I boschi italiani hanno raggiunto oggi i 12 milioni di ettari e il Testo unico forestale approvato ha proprio l'obiettivo di promuoverne, in linea con gli indirizzi e le linee d'intervento europee e degli impegni internazionali, una corretta gestione attiva, propedeutica alla tutela dei valori ambientali, paesaggistici, socio-culturali ed economici del patrimonio boschivo, nonché al recupero ecologico e produttivo dei terreni degradati ed abbandonati, alla sicurezza idrogeologica, alla prevenzione degli incendi boschivi, ed allo sviluppo socioeconomico ed occupazionale delle aree montane e delle filiere produttive. Il decreto prevede altresì:
- una Strategia forestale nazionale, nuovo strumento di programmazione e pianificazione che avrà durata ventennale;
- il rilancio delle attività della filiera vivaistica forestale nazionale, con posizione centrale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nel coordinamento stretto tra tutti gli Enti competenti per la raccolta e la divulgazione di dati quantitativi e qualitativi sulle foreste;
- le definizioni chiave, tra cui quella di bosco, valide ai fini dell'applicazione delle norme statali, e delle aree che a bosco sono assimilate;
- criteri minimi uniformi e sostenibili per le attività di gestione forestale, demandando alle singole Regioni il compito di declinarli tenendo conto della ricchezza e varietà degli ecosistemi forestali lungo tutta la Penisola;
- innovativi principi per facilitare ed incentivare la gestione di superfici forestali accorpate, anche quando i proprietari siano molti e le superfici unitarie piccole e piccolissime.

GESTIONE DEI RISCHI
Si tratta di un intervento legislativo strategico. Il decreto promuove infatti lo sviluppo di strumenti assicurativi innovativi per la gestione dei rischi in agricoltura, anche tramite la previsione di nuove polizze sperimentali e di fondi sperimentali di mutualizzazione. Estende inoltre la tutela a tutta una serie di eventi come ad esempio le avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, eventi di portata catastrofica, epizoozie, organismi nocivi ai vegetali, nonché ai danni causati dalla fauna selvatica protetta.
Una misura fondamentale dettata dalle necessità degli agricoltori sempre più esposti a rischi economici e ambientali a causa degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente volatilità dei prezzi.
In tale contesto, dunque, si è ritenuto necessario garantire un mix di strumenti adeguato nonché di interventi per aiutare gli agricoltori ad affrontare questi rischi. La gestione di questi fenomeni costituisce una delle priorità della nuova Politica Agricola Comune e allo stesso tempo rappresenta uno dei settori in cui maggiormente si stanno realizzando significative applicazioni delle innovazioni tecnologiche che si dimostrano utili sia per la prevenzione e la conoscenza dei fenomeni, sia per la valutazione delle produzioni e dei danni.

Fonte: Ministero politiche agricole

Nel 2016 si rafforza la tendenza crescente del settore dei prodotti agroalimentari di qualità nelle sue diverse dimensioni (produttori, trasformatori, allevamenti, superfici e numero di prodotti riconosciuti).

Rispetto al 2015 il numero di produttori delle Dop, Igp e Stg aumenta del 4,4%, sintesi della lieve diminuzione registrata al Nord (-0,3%) e del consistente aumento rilevato nel Mezzogiorno (+12%) e nel Centro (+2,5%). Cresce anche il numero dei trasformatori (+4,6%), soprattutto nel Mezzogiorno (+16,2%) e in misura più lieve nel Nord (+0,3%), che compensano largamente la diminuzione osservata al Centro (-0,4%).

Rispetto al 2015, gli allevamenti (40.557 strutture) crescono del 3,2% e la superficie investita (197.525 ettari) del 16%. Gli incrementi maggiori si registrano nel Mezzogiorno (allevamenti +8,8% e superficie +32,7%).

Fra i principali settori sono in crescita i Formaggi, gli Ortofrutticoli e cereali e gli Oli extravergine di oliva.

L’Italia si conferma il primo Paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg conferiti dall’Unione europea. I prodotti agroalimentari di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2016 sono 291 (13 in più sul 2015); tra questi, quelli attivi1 sono 279 (95,9% del totale).
Nel 2016, gli Ortofrutticoli e cereali conseguono 4 nuovi riconoscimenti, le Paste alimentari 3, gli Oli extravergine di oliva e i Prodotti di panetteria 2, le Preparazioni di carni e i Formaggi 1.
I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono: Ortofrutticoli e cereali (110 prodotti), Formaggi (52), Oli extravergine di oliva (45) e Preparazioni di carni (41); Carni fresche e Altri settori comprendono, rispettivamente, 5 e 38 specialità.
Le regioni con più Dop e Igp sono Emilia-Romagna e Veneto (rispettivamente 45 e 38 prodotti riconosciuti).

Nel 2016 gli operatori certificati sono 83.695, 3.685 in più (+4,6%) dal 2015 (91% solo attività di produzione; 5,9% trasformazione; 3,1% entrambe le attività).
Nel sistema di certificazione le nuove entrate di operatori (12.513) superano di molto le uscite (8.828).
Gli operatori sono soprattutto uomini: il 79,9% dei produttori e l’85,6% dei trasformatori.

I produttori (78.784) sono particolarmente numerosi nelle attività relative ai settori dei Formaggi (26.964, 34,2% del totale), degli Oli extravergine di oliva (21.033, 26,7%) e degli Ortofrutticoli e cereali (17.967, 22,8%).
Anche i trasformatori (7.481) sono presenti soprattutto nei settori degli Oli extravergine (1.950, 26,1% del totale), degli Ortofrutticoli e cereali (1.511, 20,2%) e dei Formaggi (1.501, 20,1%).
Oltre tre quarti dei produttori (76,3%) sono attivi in aree montane e collinari, il restante 23,7% in pianura.

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